Fra pochi giorni, il 10/12/2025, sarà pubblica la mia raccolta di poesie: Il punto in cui si perdono le voci, per le edizioni La Vita Felice di Milano.
Si tratta della mia prima raccolta, un esordio maturo diciamo, perlomeno sotto il profilo anagrafico.
C’è dentro il mio modo di stare nel mondo e c’è dentro il mio modo di intendere la poesia come un fatto collettivo e pubblico ma allo stesso tempo – necessariamente – anche personale e intimo.
Nella sua sensibile e precisa prefazione Patrizia Camedda ha scritto che Il punto in cui si perdono le voci costituisce una soglia, un varco, oltre il quale il linguaggio si frantuma e si ricostituisce in sequenze immaginali inattese. Spero vivamente che sia così, perché non avrei saputo descrivere con piu precisione quello che per me è il processo di scrittura poetica.
Ad ogni modo, a breve chi lo desidera potrà farsene personalmente un idea.
Riporto qui giusto un testo, quello che apre la raccolta:
I semi delle cose
Salgono alla riva della luce
i corpi primi, le piccole variazioni.
Sono scarti obliqui nel muovere
universale, fra il caso e il capriccio
divino.
Una terza, volontaria, autonoma scelta.
Materia sensibile, sostanza accidentale
esercizio di libertà.
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