Voci presenti

Il punto in cui si perdono le voci è un luogo pieno, non un vuoto. E’ fitto di voci inascoltate, non è un silenzio da riempire;  […]

Canti e discanti

“Il linguaggio di Mantoani è sorprendentemente aperto, accessibile, affascinante, ricco di variazioni e di temi, tra i canti e i discanti dell’immaginario.”
Sandro Gros Pietro

Il giro lungo. Parte 2

“In sintesi, sono persuaso che la scrittura poetica possa (e debba, per quanto mi riguarda) funzionare come strumento di giustizia negoziale…”

2° appuntamento

Secondo appuntamento per “Il punto in cui si perdono le voci”.
Questa volta a Torino, presso il Polo Culturale Lombroso 16, alle ore 18:30 di venerdì 10 aprile.

Il giro lungo. Parte 1

se la poesia è la forma di linguaggio in cui più strettamente e più necessariamente si intrecciano la dimensione formale e quella semantica, ci deve essere un modo di articolare la forma del verso che meglio si adatta ad esplorare il nesso fra negoziazione della giustizia e tematica del male e delle sue cure. 

Le voci, su Margutte

Oggi su Margutte, Silvia Rosa presenta una scelta di sei poesie da: “Il punto in cui si perdono le voci” e un ampio estratto dalla prefazione di Patrizia Camedda
Grazie, di cuore, per l’attenzione.

Avvistamenti

Oggi Alfredo Rienzi sul suo blog/osservatorio poetico “Di sesta e di settima grandezza”, molto ricco, attento e documentato, mi fa il regalo  di presentare una selezione di 6 poesie da “Il punto in cui si perdono le voci”.

Ci vediamo in biblioteca a Santena!

Mercoledì 4 marzo, alle 18, presso la Biblioteca Civica di Santena,

la prima presentazione per “Il punto in cui si perdono le voci“

i dettagli all’interno!

Andare senza fissarsi

Oggi su Poesie Aeree Valeria Bianchi Mian propone una scelta di quattro testi da Il punto in cui si perdono le voci, evidenziando la traettoria, “fra ombra e luce, vita e morte, spirito e psiche”

Più vasta ed abitabile

“…mi pare che l’immaginazione (intesa nel suo senso più alto riesca ad aprire molte finestre, che non fanno dimenticare affatto la realtà concreta in cui viviamo o sopravviviamo, ma che la rendono più vasta e forse più abitabile. È questo che accade nei suoi testi” (F. Pusterla)