Niederngasse 4: “La Mutazione”

l prossimo numero di Niederngasse raccoglie documenti provenienti da un tempo che non coincide più con il nostro. Non racconti del futuro, ma tracce. Reperti. Testimonianze. Referti. Errori di sistema. Un documento appartenente a un archivio ancora inesistente.

Le immagini costruiscono il mondo

Le immagini costruiscono il mondo, non lo illustrano. Questo è il punto rilevante dell’evento al quale ho partecipato domenica 4 ottobre 2026, presso il Centro di Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, che è stata per me una scoperta entusiasmante…

NIEDENGASSE, Prato 4/10/2026

Appuntamento domenica 4 ottobre ore 18, al Centro Pecci di Prato, per la presentazione della rivista NIEDENGASSE L’incontro si lega al progetto 𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗮𝘁𝘂𝗿𝗲, a cura di 𝗦𝗮𝗻𝗱𝗿𝗮 𝗕𝗿𝗮𝗻𝗰𝗮 𝗲 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗶𝗮 𝗭𝗮𝗺𝗽𝗶𝗴𝗮 e alla presentazione di Clédon, ultimo lavoro di Paola Silvia Dolci. Ci saranno gli interventi e le letture di autori e autrici della rivista, fra i quali ci sono anch’ io.

Con cosa confina la poesia?

Con cosa confina la parola poetica? Alla 61°  Biennale ho attraversato una ricchissima serie di stimoli, conflitti  offerte, prospettive, tessuti, fili, trame, carte, legni, rocce, metalli,voci, urla, suoni, suoli, tappeti, sabbie, acque, ombre, corpi, risvegli, stupori, memorie, figure, fantasmi, progetti…

Graziose lune

e se la Terra avesse avuto molti satelliti anzi che una sola luna? Quante cose sarebbero state differenti? Forse perfino la poesia, forse perfino Leopardi, meno pessimista e ombroso…

Immaginare giustizia

“un ideale giudice-letterato – e lo suggerisce Walt Whitman in Leaves of Grass – vede nei fili d’erba la pari dignità di tutti i cittadini.” (F. Buffoni, 2023)

Voci presenti

Il punto in cui si perdono le voci è un luogo pieno, non un vuoto. E’ fitto di voci inascoltate, non è un silenzio da riempire;  […]

Canti e discanti

“Il linguaggio di Mantoani è sorprendentemente aperto, accessibile, affascinante, ricco di variazioni e di temi, tra i canti e i discanti dell’immaginario.”
Sandro Gros Pietro

Il giro lungo. Parte 1

se la poesia è la forma di linguaggio in cui più strettamente e più necessariamente si intrecciano la dimensione formale e quella semantica, ci deve essere un modo di articolare la forma del verso che meglio si adatta ad esplorare il nesso fra negoziazione della giustizia e tematica del male e delle sue cure. 

Yurugu

La volpe pallida scende
al santuario

di notte.  Le sue orme
fanno  da scrittura

Ci vediamo in biblioteca a Santena!

Mercoledì 4 marzo, alle 18, presso la Biblioteca Civica di Santena,

la prima presentazione per “Il punto in cui si perdono le voci“

i dettagli all’interno!

Mezzo pieno /2- Altri modi (e altri mondi).

Il mezzo bicchiere era pieno fino all’orlo. Il festival Altri Mondi/Altri Modi ad Askatasuna fu un successo sia politico che culturale, un evento di qualità, autorganizzato, gratuito accessibile a tutti e tutte…

Più vasta ed abitabile

“…mi pare che l’immaginazione (intesa nel suo senso più alto riesca ad aprire molte finestre, che non fanno dimenticare affatto la realtà concreta in cui viviamo o sopravviviamo, ma che la rendono più vasta e forse più abitabile. È questo che accade nei suoi testi” (F. Pusterla)

L’Italia del 12 dicembre

Prima i fatti. Il 12 dicembre è anniversario dela strage di piazza Fontana che  fu un attentato terroristico, di matrice neofascista, compiuto nel 1969, nel centro di Milano, all’interno della sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana e  che causò 17 morti e 88 feriti. E fu l’inizio di un trentennio di violenza politica.

In punto in cui si perdono le voci

“Il punto in cui si perdono le voci costituisce una soglia, un varco, oltre il quale il linguaggio si frantuma e si ricostituisce in sequenze immaginali inattese.”

Spero vivamente che sia così

Sul sentiero, sul Passo

Ho provato a cercare di capire per quale ragione un uomo, che sa di essere ricercato dalle polizie politiche di diversi stati, decida ad un certo punto di passare la frontiera con in tasca un passaporto scaduto…

Le conteur parle

Gauguin scrisse “Diario di Noa Noa” nel 1893, dopo il suo primo viaggio a Tahiti, arricchendolo con le splendide xilografie delle sue stesse illustrazioni, stampate dall’amico Daniel de Monfreidil. Vi si racconta la vita nelle isole polinesiane, i miti, i ritmi della vita quotidiana, partendo dai racconti di Tehuana, la sua giovane compagna tahitiana

Arnaldo Pomodoro

Scultore, grafico, gioielliere, fabbricante di oggetti, arredatore d’interni e di spazi pubblici; quella di Arnaldo Pomodoro non ė proprio una scomparsa, dato l’enorme patrimonio di oggetti e di idee che lascia dietro di sé.

Limpide Nubi e Libertà

Ho provato a suggerire, attraverso le loro stesse risposte, che il senso di ogni poesia è frutto per metà del lavoro di chi scrive e per metà di chi legge. E anche questa è una forma di libertà.