Graziose lune

varie e numerose, io mi rammento

già volge l’anno, sopra questo colle

a rimirarle, tutte, risalivo

trovandone decine, accese, sparse 

ciascuna con sua propria luce

e falce

nel margine della solare voce

onde infiniti bagliori diversi

e muti

sensi, il bosco, giù nella valle a foglia

a foglia rischiarava.

Quale tumulto mi giungeva allora

quasi sul ciglio

dalla Natura e dall’etate spinto

a novellare allora come ora

il sogno, le speranze giovenili

intatte.


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