Sul sentiero, sul Passo

Ho provato a cercare di capire per quale ragione un uomo, che sa di essere ricercato dalle polizie politiche di diversi stati, decida ad un certo punto di passare la frontiera con in tasca un passaporto scaduto…

Le conteur parle

Gauguin scrisse “Diario di Noa Noa” nel 1893, dopo il suo primo viaggio a Tahiti, arricchendolo con le splendide xilografie delle sue stesse illustrazioni, stampate dall’amico Daniel de Monfreidil. Vi si racconta la vita nelle isole polinesiane, i miti, i ritmi della vita quotidiana, partendo dai racconti di Tehuana, la sua giovane compagna tahitiana

Arnaldo Pomodoro

Scultore, grafico, gioielliere, fabbricante di oggetti, arredatore d’interni e di spazi pubblici; quella di Arnaldo Pomodoro non ė proprio una scomparsa, dato l’enorme patrimonio di oggetti e di idee che lascia dietro di sé.

Limpide Nubi e Libertà

Ho provato a suggerire, attraverso le loro stesse risposte, che il senso di ogni poesia è frutto per metà del lavoro di chi scrive e per metà di chi legge. E anche questa è una forma di libertà.

Immaginare / boicottare il silenzio

al suono degli strumenti, pulito e preciso, si mescolava in sala il respiro degli spettatori, la mimica compassata del violoncellista, i movimenti nervosi nelle gambe dei violinisti, l’ondeggiare ipnotico della clarinettista, il luccichio delle scarpe di vernice, l’impercettibile raggiungersi delle anime strumentali in un punto preciso al centro di quello spazio.

Immaginare / i perseguitati e i persecutori

“…la voce dei  testimoni della Shoah, oggi, sta come una delle voci possibili per le vittime di tutti i genocidi, di tutti i trattamenti crudeli, gli oltraggi alla dignità della persona, i trattamenti umilianti e degradanti, le deportazioni, gli stupri, i processi e le condanne irregolari. “

Immaginare / un “contenitore” per il prozio Emmerico

Mi occorreva scegliere e definire la forma nella quale condensare – almeno temporaneamente – tutta questa materia; mi serviva un contenitore nel quale imprigionare almeno per un poco il mio jinn, in modo da riuscire a parlarci – e a parlarne – senza esserne, come al solito, soverchiato.

Baj chez Baj

“Siamo accorsi qui per modellare l’argilla in forme di uomini, piante e stelle e per creare dei mostri-amici”
(Édouard Jaguer, vaso-poesia, 1954)