ho proseguito la lettura seguendo i testi che andavano inabissandosi, facendosi nel fitto, carichi di ombre e di rimandi, sentendo che qualcosa stava in attesa. Il dettato si immergeva in ricerche di tempo e intorno al tempo…
Categoria: immaginale
Bocksten I, 3
Chi sei? Che importa, sono, poiché sogni.
Allora si alzò il paesaggio, si mossero le nuvole.
(Fabio Pusterla, 1989)
Voci presenti
Il punto in cui si perdono le voci è un luogo pieno, non un vuoto. E’ fitto di voci inascoltate, non è un silenzio da riempire; […]
Più vasta ed abitabile
“…mi pare che l’immaginazione (intesa nel suo senso più alto riesca ad aprire molte finestre, che non fanno dimenticare affatto la realtà concreta in cui viviamo o sopravviviamo, ma che la rendono più vasta e forse più abitabile. È questo che accade nei suoi testi” (F. Pusterla)
E’ arrivato!!
finalmente, dopo averlo pensato e immaginato e corretto e cambiato, adesso è un oggetto concreto, pronto ad andarsene in giro per conto suo
In punto in cui si perdono le voci
“Il punto in cui si perdono le voci costituisce una soglia, un varco, oltre il quale il linguaggio si frantuma e si ricostituisce in sequenze immaginali inattese.”
Spero vivamente che sia così
Brillante ombra
La conoscenza per intrico
i pensieri, le rotazioni, l’universo
la metamorfosi viva della forma.
La vita postuma dei fantasmi
Ricordare futuro
Orizzonti di attesa differenti
perfino conflittuali
convergono
al presente futuro..
Nella terra
Avere alleate le pietre
gli animali dei campi, l’acqua
l’onda di luce, lo spazio
bianco attorno la parola.
Sogno e verità. Appunti di onirocritica
è proprio questa specie di indipendenza, il fatto di venire da un mondo che abitiamo e ci riguarda ma che è fuori dal nostro controllo cosciente, a rendere i sogni capaci di suggerirci nuovi punti di vista e nuove versioni della realtà,