“Il punto” a Castello Tesino

Se ci può essere un carico di attesa e di emozione per una presentazione, questa è la volta.

Venerdì 29 maggio, infatti sarò a Castello Tesino (TN), il paese d’origine di mia nonna e della sua incredibile famiglia.

Sarò lì, nell’Auditorium del Palazzo Gallo, alle ore 20:30 per parlare della mia raccolta di poesie “Il punto in cui si perdono le voci” (La vita felice, 2025) e di Emmerico Boso, operaio, socialista e anarchico, esule antifascista, combattente in Spagna nel 1937, confinato a Ventotene nel 1940 e poi internato e morto a Mauthausen, nel 1945.

Emmerico Boso era uno dei fratelli di mia nonna materna, Boso Oliva Rosa. Ed è stato una figura straordinaria, un uomo che ha pagato il prezzo personale più alto possibile lottando per un mondo più umano, più equo e più giusto.

Emmerico, i suoi genitori, i suoi fratelli e sorelle, sono di quelli che la storia ha lasciato senza voce e ai quali, con l’immaginazione e il linguaggio della poesia cerco di  restituire  – appunto – una voce.  È anche uno dei tanti che per millenni hanno percorso e traversato le montagne, in ogni direzione, solo per cercare una vita migliore.  E qualunque dio sa quanto ne avessero, quanto ne abbiano tutt’ora,  tutto il sacrosanto diritto.

Un grandissimo ringraziamento a Graziella Menato che ad Emmerico ha dedicato attenzione e ricerca, che due anni fa ha accolto con calore e generosità me e mia moglie in visita a Castello Tesino e che oggi ha reso possibile questa presentazione.

Che farò con emozione, anche nel ricordo di mia nonna e di mia madre.

la locandina
la copertina

Scopri di più da gianlucamantoani.blog

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento