Spuma


Lo spazio sognato è un tragitto senza rimedio,

viene a chiedere vita, nella spuma, sul filo alto

dell’acqua. L’onda parla di  movimento.

Naviga su un legno sottile lo Spirito delle Rovine

e delle Pattumiere,

sotto il pelo dell’acqua nella discesa immediata 

la caduta scura e profonda, la scura e lucente caduta

si apre come un abisso.

Qui, ora, il morto ben vestito sorride e tiene in ostaggio un piede al sognatore

e cambia colore alla scena, che cresce in un gonfiarsi di tele, per risalire

ancora e ancora.

Qui il sognatore sa di sognare, sa di essere sotto il filo dell’acqua;

si guarda intorno, scalcia, prova a liberare il piede

e ancora e ancora si trascina scomparendo

in un silenzio composito, ronzio di vita che s’interroga.

Nel sogno profondo che attrae e respinge, il profondo attira,

respinge

e ancora, non si può liberare, il sognatore, se non tornando

alla veglia.

Ma non vuole svegliarsi il sognatore. Vuole nuovi indirizzi;

vuole sognare.

(ottobre 2023)

(foto: Eminönü, Istanbul)


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