Oggi su Margutte (la non-rivista online) Silvia Rosa presenta una scelta di sei poesie da Il punto in cui si perdono le voci (La vita Felice, 2025), accompagnate da un ampio estratto della prefazione di Patrizia Camedda.
Grazie davvero, di cuore, per l’attenzione e l’opportunità di condivisione.
I testi sono: Un lungo minuto, Essere visto, Spiriti antenati, Invisibile, Ospite, Oneiroi.
Ripropongo di seguito la poesia che in queste settimane ha più attirato l’attenzione da parte di lettori diversi:
Invisibile
Come invisibile è la voce
lo spirito, il segnale criptatocom’è invisibile, nascosto
il clandestino, il feto nell’uterocome cintato è il giardino.
Come invisibile è il matto
possedutol’ombra portata, come si porta
un vestito.
E mi piace riproporre anche il testo che è il nucleo più “antico” fra le poesie inserite nella raccolta, del quale sono particolarmente contento che abbia destato attenzione:
Spiriti antenati
Nel mio cielo non abita un dio
però
celati dalle nuvole, a famiglie
vedo nuvole di spiriti antenatipartigiane, contadini, operaie
fra i dèmoni caprini dell’aiae ancora, per la gioia del cuore
meravigliose ninfe prative.
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