Prima i fatti. Il 12 dicembre è anniversario dela strage di piazza Fontana, che fu un attentato terroristico di matrice neofascista, compiuto nel 1969, nel centro di Milano, all’interno della sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura e causò 17 morti e 88 feriti. E fu l’inizio di un trentennio di violenza politica.
Gli ultimi versi della canzone di Francesco De Gregori, Viva l’Italia, suonano così:
“Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,
l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,
l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l’Italia, l’Italia che resiste.”
E resistere in questa Italia, quella di oggi, non è proprio semplice. La sensazione è che basti nulla per scivolare in un baratro.
Il 12 dicembre ci ricorda dunque la strage di Piazza Fontana del 1969 e con lei tutte le stragi di una stagione civile (sic) durata quasi trent’anni attraverso numerosi e terribili tentativi di far precipitare il paese in una notte autoritaria e senza diritti, con esplosioni, con morti, con pezzi di stato che proteggono i colpevoli e garantiscono i privilegi.
Questa mattina Timbuctu, il podcast di Marino Sinibaldi, si interroga sul modo in cui ricordare e tenere presente una data così. E tenta con le immagini, suggerendo che quelle giuste possono combattere “le inefficaci retoriche del ricordo“.
Il libro che sceglie è Sotto gli occhi nessuno, del fotografo Fabio Mantovani. Che isola una quantità di frammenti di cose uscite dai più terribili “scoppi” di follia stragista di quel trentennio che va da Piazza Fontana all’omicidio Biagi.
Le foto sono da vedere.
Qui il link alla puntata di Timbuctu https://www.ilpost.it/episodes/ep-395-12-dicembre-e-altre-stragi/
L’immagine è appunto di Fabio Mantovani, ed è l’autobus che il 2 agosto 1980 per tutto il giorno trasportò morti e feriti dalle macerie della stazione, un po’ ambulanza un po’ carro funebre. Le stragi si tengono insieme per il senso che hanno.
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