L’ultimo giorno di vacanza, in terra occitana e albigese, nel negozio di souvenir del castello di Carcassone, ho trovato fortunosamente un’edizione tascabile e recente, di “Les Croisades vues par les Arabes“, di Amin Maalouf.

Si tratta di un libro del 1983 che desideravo da tempo, ma che incontrare proprio ora, a pochi giorni dalla crisi di Ceuta ha senso più che mai: questo libro é uno strumento insostituibile nella lotta dell’intelligenza e della curiosità contro ogni forma di ignoranza, razzismo e xenofobia.
Innanzitutto é necessario chiarire un poco la portata del suo autore, la cui biografia é già di per sé un itinerario di comprensione delle complessità e delle differenze culturali. Maalouf é nato nel 1949 a Beirut, in Libano, da una famiglia cristiana di culto greco-melkita sedentarizzata in Libano nel corso del XVI° secolo, mentre la madre proveniva da una famiglia francofona e maronita di Istambul. Ha trascorso parte della sua gioventù in Egitto e ha studiato presso i Gesuiti; infine nel 1975, a ventisei anni, Maalouf ha lasciato un Libano dilaniato dal terrorismo e si é stabilito a Parigi, per fare il giornalista e lo scrittore. Con un certo successo fra l’altro, dato che nel 2011 é stato nominato membro dell’ L’Académie française al posto dello scomparso Claude Levi Strauss.
Il libro é una storia delle crociate raccontata facendo ricorso solo a fonti di parte araba. Le crociate viste con gli occhi degli altri, se così si può dire. Ma perché questa scelta? Maalouf é cresciuto appartenendo ad entrambi i mondi, se l’arabo é la sua lingua materna, in francese ha seguito tutta la sua istruzione. Le due visioni del mondo si sono iscritte in lui che invece di metterle in conflitto le ha organizzate a convivere come forma di intelligenza. Non é un percorso semplice, Maalouf fra gli arabi é visto come il cristiano, così come fra gli europei é l”arabo. La sua é un’esperienza esistenziale di minoranza, trasformata in lente per guardare la complessità.
“Troppo speso ci di accontenta di un solo (punto di vista). In tutti i campi e a proposito di tutti gli avvenimenti di ieri come di oggi. Ciascuno conosce la visione del proprio campo e ignora quella degli altri. Questa ignoranza é la cosa meglio condivisa al mondo e sembra naturale, perfino legittima.
Per parte mia la credo invece responsabile di buona parte delle sfortune che affliggono l’umanità ai nostri tempi.
Se ci si rinchiude nella propria visione del mondo e si ignora quellla altrui i conflitti sono inevitabili e possono rivelarsi interminabili …’
(da: Preface pour l’edition de 2023)
Per un panorama più completo della sua opera e del suo percorso intellettuale: aminmaalouf.org
https://www.dailyexpress.it/amin-maalouf-navigando-labirinto-del-mondo-contemporaneo.htm
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