Canti e discanti

Ho iscritto Il punto in cui si perdono le voci (La vita felice, 2025) al premio Murazzi 2026
e pur non avendo vinto o avere ricevuto menzioni, mi è piaciuto molto la Motivazione di Lettura che stata  associata all’inserimento di tre poesie della raccolta nell’antologia del premio..

Di seguito la nota di lettura :

Il libro di poesie Il punto in cui si perdono le voci, del premiato scrittore torinese Gianluca Mantoani, privilegia in modo fondante l’artificio dell’immaginazione non solo come possibilità di sviluppo alternativo delle vicende del narrato, ma come autentica individuazione di realtà aggiuntive destinate a fondersi e a confondersi con il quotidiano, nel quale ritornano, in forme misteriche ed evanescenti come spiriti o maschere, presenti in ogni cultura umana ed evocati nel Corano come entità soprannaturali, gli Jinn. Il Poeta può facilmente appropriarsi di uno o più di tali spiriti, come fa Mantoani con la figura dello zio Emmerico Bono, che riemerge dal buio della notte e fa capolino sulla copertina del libro. Il poeta modernista americano Wallace Stevens viene inserito come esergo al libro a valorizzare il potere taumaturgico dell’immaginazione. Il linguaggio di Mantoani è sorprendentemente aperto, accessibile, affascinante, ricco di variazioni e di temi, tra i canti e i discanti dell’immaginario.

il Presidente
Sandro Gros-Pietro


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