I rovi delle cose

Segue un sentiero di conflitto  fra  i rovi delle cose,

il nome del possesso, l’indizio del desiderio.

Ma essere posseduti, invece, come di creta respirata

le bambole vive. Come fanno le cose dominanti,

e i demoni mediatori alle volontà screpolate.

Più esseri avuti che essere stati.  Alla fine

ad un certo punto, come succede, avendo male,

una domanda radicale  apre il fianco della stanchezza.

come una diagnosi incerta, una scelta insicura,

uno sguardo fra perdere e ritirarsi, fra resistere e costruire.

Come si disperde il fumo, si disperdano i nemici.

Come fonde la cera davanti al fuoco”, così le  nostre ali

nel sole.   Nella corda di crine legata sul feticcio,

nel sogno delle rose, sconosciute e distanti,

trascritte nel dolore muto, nell’assenza;  nella crisi

della presenza. Come un regalo sbagliato, come

un tavolo sparecchiato, come un testo studiato

e ripetuto, soffiato dalle labbra;  imparato

e perso

e  di nuovo, ancora, imparato

e perso

e ancora, di nuovo, imparato

e perso.

(settembe 2023)

(foto: Davide Suppo, NSN Fotografie: VillaBecker, Aspettando, 2021)


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