La conoscenza per intrico
i pensieri, le rotazioni, l’universo
la metamorfosi viva della forma.
La vita postuma dei fantasmi
"…se hace camino al andar"
La conoscenza per intrico
i pensieri, le rotazioni, l’universo
la metamorfosi viva della forma.
La vita postuma dei fantasmi
Un nido di parole incavate
umido di argilla, rappreso
di sangue
arido di sete pungente…
Poteva descriversi come uno spazio di penombra davanti al mio petto, uno spazio ridotto e circoscritto dal quale in ogni momento potevo far comparire delle sembianze..
Invisibile, com’è nascosto, invisibile,
il clandestino
il feto nell’utero, il cintato giardino;
L’ anima un fondovalle, un abitato confuso silenzio;
silenzio di vento, silenzio di pietra,
Senza l’obbligo di motivare perché gli dei dall’alto decidono di parlarmi, poichè sono io a crearli; prendendomi la libertà di interpellarli, di costruirli, di farli miei.
Alcuni luoghi sono più densi di altri; i transiti che li percorrono, o si fermano per abitarli, sono più numerosi che altrove; i rimpatri e gli esili vi si intrecciano più fittamente…
“ritengo che la capacità di immaginare costituisca uno specifico modo di rapportarsi con la realtà e che che questo “modo” sia la base necessaria del fare poesia”
Come è accaduto un mese fa con la poesia Qandisha, Simon James Terzo, ha pubblicato sul blog “Masticadores Italia” la mia poesia “Consegne”
L’ anima un fondovalle, un abitato confuso silenzio;
silenzio di vento, silenzio di pietra,
d’acqua solcata;
La fabbrica di legàmi muove i telai, senza
sosta, con squadre di antenati messaggeri
con ceste di datteri,
Importante è dare all’ospite il suo nome vero, lasciare che cresca
qui, fra noi, nel modo migliore.
Scoprire chi sia, davvero, studiando i suoi gesti, la curva delle labbra…”
“l’emergere dell’apparato psichico è possibile solo grazie all’esistenza della cultura che, in sintesi, è per Nathan il fondamento strutturante della psiche individuale.
Devo ringraziare Simon James Terzo, uno dei redattori della pagina dedicata all’Italia, che ha apprezzato la mia poesia Qandisha , tanto da pubblicarla su Masticadores/italia
Segue un sentiero di conflitto fra i rovi delle cose,
il nome del possesso, l’indizio del desiderio.
Ma essere posseduti, invece, come di creta respirata
le bambole vive. Come fanno le cose dominanti…
“Nel porticato, davanti alla antica Cappella, la Madonna Oriente
li accoglie tutti, come ogni anno, sorridendo;
è bella, bruna, solenne come un’icona bizantina
o un bronzo di Artemide cacciatrice…”
…come l’approdo di speranze che alla fine hanno fatto naufragio;
come la barca di Maddalena, sulla costa di Marsiglia,
ma senza un folklore sulla riva, senza una grotta
per la fine.
Senza strane “ali cineree” o “vestiti sgargianti“, l’angelo è una persona che guarda attorno a sé e, nel suo guardare, serve i suoi simili, perché “nel mio sguardo, vedete la terra nuovamente“.
L’anima del bimbo è tutta nel suo panino, con la cioccolata.
L’anima riguarda la fisica; la medicina, a volte.
E si avvicina uno scoiattolo…
Il muro dei gesti ripetuti forza in normalità di pietra
anche le uova dei mostri. E quindi sorridi,
piega le maglie, sistema i prezzi, sorridi…