Baj chez Baj

“Siamo accorsi qui per modellare l’argilla in forme di uomini, piante e stelle e per creare dei mostri-amici”
(Édouard Jaguer, vaso-poesia, 1954)

Immaginare / ciò che sta nascosto

e ditemi, dottore, di ciò che sta nascosto, invisibile, strabico al desiderio;

la tua febbre è una crisi della presenza; stare qui, adesso, davanti a tutti;

Doganiere

c’è da fare attenzione alle parole

(sono valigie da aprire, da frugare)
esaminare

Le ombre

All’orizzonte che la notte distende,
sulla faccia convessa dello sguardo
diviso, fra le ombre in fuga

Voci Libere – contro la violenza sulle donne

La poesia, in fondo, svolge questo ruolo essenziale: trovare le parole che ancora non esistono per pensare quegli aspetti della realtà che le dinamiche di potere impediscono – a chi è più debole – di definire compiutamente

Dafne

Qui, dove tutto è rugoso rovere
contorto; muri a secco, lavoro
di contadini
Alla fine qui, si chiude la fuga
di Dafne

Pene d’amore

…il clima era davvero piacevole, distante dalla formalità  un po’ frettolosa che ho avvertito in altri contesti, era di condivisione rilassata ma allo stesso tempo di forte rispetto per la parola e per la poesia.

Pene d’amore. Ma con premiazione.

Nei mesi scorsi ho fatto parte della giuria del primo concorso di poesia “Pene d’Amore“, indetto dal Comune di Cerreto d’Asti e curato per Periferia Letteraria dal presidente di giuria più garbato e appassionato che si possa immaginare, il poeta Ugo Mauthe. È stato davvero un percorso interessante e ricco, del quale sono felice di…