Koyo Kouoh

IN MINOR KEYS

La tonalità minore, in musica, allude tanto alla struttura di un brano quanto ai suoi effetti emotivi. È un’idea feconda, così ricca da oltrepassare rapidamente la sua definizione tecnica ed essere piena di metafore. Evoca stati d’animo, il blues, il call-and-response, la morna, la second line, il lamento, l’allegoria, il sussurro.


Le tonalità minori rifiutano il fragore orchestrale e le marce militari dal passo cadenzato e prendono vita nei toni sommessi, nelle frequenze più basse, nei mormorii, nelle consolazioni della poesia – tutti varchi di improvvisazione verso l’altrove e l’altrimenti.

Le tonalità minori richiedono un ascolto che interpelli le emozioni e che, a sua volta, le sostenga.”

[…]

Dopotutto, è ormai evidente che il tempo perdurante del capitale e dell’impero ha denigrato come chimere i saperi locali, indigeni e terrestri, e ha liquidato come destinate alla decorazione o a rituali devozionali le pratiche artistiche co-costitutive come l’artigianato.

La “missione civilizzatrice” appiattisce tutto con un disprezzo condiscendente e nell’epoca contemporanea intere società ed ecologie sono trattate come danni collaterali nella corsa ostinata alla crescita, sorretta da spietatezza e avidità.

Rifiutando lo spettacolo dell’orrore, è giunto il momento di ascoltare le tonalità minori, di sintonizzarsi sotto voce sui sussurri e sulle frequenze più basse; di scoprire le oasi, le isole, dove si tutela la dignità di tutti gli esseri viventi.

(Biennale Arte 2026. In minor keys, pag 28)


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