Piatto centrifugo

Il manufatto é in argilla, si tratta di una fondina, del diametro di circa venticinque centimetri,  caratterizzata da una convessità poco marcata, sottolineata però  da un’ala piuttosto importante larga circa cinque centimetri.

La pagina  inferiore é spoglia,, priva di decorazioni e  presenta tracce di colatura di smalto, mentre quella superiore  risulta  coperta in modo uniforme da un  ingobbiatura di colore bianco avorio,  sulla superficie della quale – con mano incerta –  sono incise o meglio  graffiate una serie di  iscrizioni, disposte in senso circolare e spiraloide secondo un motivo centrifugo che appare  rafforzato dalle righe e dalle stilizzate decorazioni – forse di carattere vegetale – che corrono lungo le scritte.

La fabbrica é incerta, si direbbe inesperta. La funzione sconosciuta;  forse decorativa, forse immaginale.

Si riporta di seguito la trascrizione del testo rilevato sul manufatto noto come “Piatto Centrifugo”:

Salgono alla riva della luce
i corpi primi, le piccole variazioni.
Sono scarti obliqui nel muovere universale  fra il caso e il capriccio divino.
Una terza, volontaria, autonoma scelta.
Materia sensibile, sostanza accidentale
esercizio di libertà.

Il testo appare come un richiamo al clinamen lucreziano-epicureo, quello scarto minimo e  imprevedibile, che rompe la caduta rettilinea degli atomi e apre lo spazio al caso, alla libertà, alla novità nel mondo.

Qui il clinamen si  traduce in chiave volontaria, descrivendo la libertà come scelta che non è necessità né arbitrio.

La ragione per cui tale richiamo al clinamen sia stato utilizzato  come elemento decorativo per questo vasellame da tavola  vuole  forse suggerire una identificazione della libertà come nutrimento essenziale.

Ma si tratta di un’ipotesi,  allo stato attuale non verificabile.


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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Avatar di biancoemario biancoemario ha detto:

    ti ringrazio, queste opere fatte con la creta istoriata con la poesia mi portano in un mondo lontano nei secoli remoto, ove a volte la poesia era un canto letto un di un piatto…

    "Mi piace"

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