In libera associazione una mezza dozzina di piccole formiche risale il tavolo di legno,
un grosso tronco, tagliato, giace immobile, più a valle, al bordo della Panoramica.
“Le fragole a San Mauro, sono finite, da un mese” dice un uomo, seduto al tavolo;
con traiettorie variabili, le formichine misurano il legno; una donna le osserva,
sorride. Doveva essere molto bello, l’albero, a vederlo così, offrire la sezione rosso
vivo, la sua presenza immobile, contro ogni sguardo.
In libertà fluttuante, si alzano dal tavolo, quattro uomini e la donna, sulla settantina.;
si salutano ad alta voce; una polvere si leva sul prato, muovendosi alta, luminosa, ambrata.
Diventa udibile, solo ora, il dialogo calmo fra due uomini seduti al tavolo vicino,
come un flusso garbato di brandelli; le stringhe emotive nel procedere generale
sono figli, semestri; “Benedetta, deve fare attenzione”, “nella nuova prospettiva“, “eventualmente“.
Innervata l’aria, la polvere resta, con l’ attenzione, fluttuante e puntiforme,
sospesa nel lungo istante del fermare, passando, la verità delle cose credibili,
più che altro perché così, non altrimenti,
proprio così, in effetti,
dovrebbero essere.
(luglio 2023)
(foto G. Mantoani)
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