“Frontera es un modo de decir la nada”

Oggi grazie a Silvia Rosa e a Poesia del nostro tempo, ho scoperto il poeta argentino Carlos J. Aldazábal, che non conoscevo.

La traduzione, molto bella e la presentazione dei versi e del lavoro di Aldazábal sono di Antonio Nazzaro, per la rubrica “Controcanto latinoamericano“.

I versi (cito dall’articolo di Nazzaro) “sono tratti dalla silloge “Paraje”, che nel 2022 ha vinto il premio di poesia “Olga Orozco” del Fondo Nacional de las Artes: i protagonisti di queste poesie sono i Wichí, popolazione vittima di un ecocidio, che vive nel Chaco argentino, nella provincia di Salta, al nord del paese, e anche in Bolivia e Paraguay.”

Ecco un esempio:


La chiamano frontiera. Ma la frontiera è un modo per dire il nulla.

Noi donne wichí non abbiamo frontiera. Siamo del monte.
E le bambine del monte sono quelle che cantano.

Un girotondo di bambine nella piazza di un paese
un grande cortile quel paese con un albero come sfondo

Così questo pomeriggio, come tutti i pomeriggi, frontiera di frontiere.

E come è successo che l’hanno lasciata sola?

E perché non è scappata?

Nell’alta Sierra mormoravano il suo nome:

“Quei poveri creoli tentati dalla sua magia. Quella donna perversa”.

Io ricordo la sua storia, la storia di quella bambina.

Io, donna del monte, raccoglitrice di frutti,
padrona della verità e del castigo,
invoco la tormenta, la violenza dell’acqua
per vendicare la sua ombra.


*

Le dicen la frontera. Pero la frontera es un modo de decir la nada.

Las mujeres wichí no tenemos fronteras. Somos del monte.
Y las niñas del monte son las que cantan.

Una ronda de niñas en la plaza de un pueblo,
un gran patio ese pueblo con un árbol de fondo.

Así esa tarde, como todas las tardes, frontera de fronteras.

¿Y cómo es que ocurrió que la dejaron sola?

¿Y cómo no escapó?

En Alto La Sierra murmuraban su nombre:

“Esos pobres criollos tentados por su embrujo. Esa mujer perversa”.

Yo recuerdo su historia, la historia de esa niña.

Yo, mujer por el monte, colectora de frutos,
dueña de la verdad y del castigo,
invoco la tormenta, la violencia del agua,
para vengar su sombra.

Era l’albero una promessa di Carlos Juárez Aldazábal

______________________’

La scrittura di Carlos J. Aldazábal è intessuta di attenzione etnografica e di cura per il punto di vista “altro”, una tensione verso la diversità e anche, insieme, una tensione politica che portano la sua poetica a farsi carico di narrare un “ecocidio” in atto e ad intervenire nel reale, facendo volare alto e lontano il racconto di ciò che accade al popolo Wichí, nel Chaco argentino, nella provincia di Salta, ma anche in Bolivia e Paraguay.

Su Carlos J. Aldazábal in rete si possono trovare anche:

http://www.filidaquilone.it/num049rinaudosilvino.html

Nuova poesia latinoamericana. #4: Carlos J. Aldazábal

https://www.youtube.com/live/1B4G8x8KKTk?feature=share


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