In punto in cui si perdono le voci

“Il punto in cui si perdono le voci costituisce una soglia, un varco, oltre il quale il linguaggio si frantuma e si ricostituisce in sequenze immaginali inattese.”

Spero vivamente che sia così

Brillante ombra

La conoscenza per intrico
i pensieri, le rotazioni, l’universo
la metamorfosi viva della forma.

La vita postuma dei fantasmi

Ricordare futuro

Orizzonti di attesa differenti
perfino conflittuali
convergono
al  presente futuro..

Resiste?

La mia sorte è fra le pietre
del torrente. La memoria
fra gli stipiti, nei muri.
Resiste?

Nella terra

Avere alleate le pietre
gli animali dei campi, l’acqua
l’onda di luce, lo spazio
bianco attorno la parola.

Cambia il tempo

Ogni segno della luce alza
un gesto,
regolato dal buio.

Acqua inattesa, esondazione
dubbio.

I semi delle cose… germogliano

Simon James Terzo mi offre l’occasione per anticipare che “I semi delle cose” è il testo iniziale della silloge che ho raccolto sotto il titolo: “Il punto in cui si perdono le voci”; in uscita per le edizioni: “La vita felice”, in un momento ancora imprecisato di questo entrante autunno.

I datteri per Iftár

“Se ho scritto (anche io) era quel pensiero

la pietà del buio, sulla via

del ritorno…”

Poeti per Gaza

AZIONE MONDIALE POETICA
28 GIUGNO 2025, con il World Poetry Movement.

A Torino, presso la Fondazione Amendola, a cura e grazie all’organizzazione di Imma Schiena

Intifā’ḍah: “scuotimento”

schiuditi presto, fiore, per non morire

nella fragranza fresca di settembre;

piccolo pensiero nell’oscurità, nell’immensità

nella paura della notte, in Libano e in Palestina.