Sembra stanco, in effetti, ma lo sguardo è risoluto, gli occhi scuri in fondo alle orbite non lasciano dubbi sulla sua determinazione…
Divinazione
Poteva descriversi come uno spazio di penombra davanti al mio petto, uno spazio ridotto e circoscritto dal quale in ogni momento potevo far comparire delle sembianze..
I semi delle cose… germogliano
Simon James Terzo mi offre l’occasione per anticipare che “I semi delle cose” è il testo iniziale della silloge che ho raccolto sotto il titolo: “Il punto in cui si perdono le voci”; in uscita per le edizioni: “La vita felice”, in un momento ancora imprecisato di questo entrante autunno.
I datteri per Iftár
“Se ho scritto (anche io) era quel pensiero
la pietà del buio, sulla via
del ritorno…”
Jack Goody
Secondo Jack Goody, la comparsa del modo di comunicazione caratterizzato dalla scrittura ha influenzato in profondità sia le strutture sociali che (questo è meno ovvio) gli stili cognitivi delle societá, comprese quelle meno “esposte” allo sviluppo della scrittura.
Breve sosta nel teatro di Dioniso
Qui, nel primo teatro
fra i sedili di pietra
danza ancora Mnemosine
fra di noi…
Le conteur parle
Gauguin scrisse “Diario di Noa Noa” nel 1893, dopo il suo primo viaggio a Tahiti, arricchendolo con le splendide xilografie delle sue stesse illustrazioni, stampate dall’amico Daniel de Monfreidil. Vi si racconta la vita nelle isole polinesiane, i miti, i ritmi della vita quotidiana, partendo dai racconti di Tehuana, la sua giovane compagna tahitiana
Poeti per Gaza
AZIONE MONDIALE POETICA
28 GIUGNO 2025, con il World Poetry Movement.
A Torino, presso la Fondazione Amendola, a cura e grazie all’organizzazione di Imma Schiena
Intifā’ḍah: “scuotimento”
schiuditi presto, fiore, per non morire
nella fragranza fresca di settembre;
piccolo pensiero nell’oscurità, nell’immensità
nella paura della notte, in Libano e in Palestina.
Arnaldo Pomodoro
Scultore, grafico, gioielliere, fabbricante di oggetti, arredatore d’interni e di spazi pubblici; quella di Arnaldo Pomodoro non ė proprio una scomparsa, dato l’enorme patrimonio di oggetti e di idee che lascia dietro di sé.