Mi occorreva scegliere e definire la forma nella quale condensare – almeno temporaneamente – tutta questa materia; mi serviva un contenitore nel quale imprigionare almeno per un poco il mio jinn, in modo da riuscire a parlarci – e a parlarne – senza esserne, come al solito, soverchiato.
Sostanza faggio.1
Dico sostanza insieme della forma
con la materia; come quella pietra
sul sentiero, è ciottolo per forma
e scisto serpentino per materia.
Sinestesia.1
Sul ciglio del bosco i piccoli
globi di fiori bianchi, profumati, acri.
Respirato lo stelo, è comparsa
Bilia, più giù, vicino all’acqua
raccoglieva le radici, sorridendo…
Un incidente nella vita di un filosofo
Anna Boghiguian,
An Incident in the Life of a Philosopher,
2017. Collage, acquerello, matita, su carta.
Baj chez Baj
“Siamo accorsi qui per modellare l’argilla in forme di uomini, piante e stelle e per creare dei mostri-amici”
(Édouard Jaguer, vaso-poesia, 1954)
Immaginare / ciò che sta nascosto
e ditemi, dottore, di ciò che sta nascosto, invisibile, strabico al desiderio;
la tua febbre è una crisi della presenza; stare qui, adesso, davanti a tutti;
Ostraka
Da questi sogni salgono frammenti,
tracce di tessuto sul guanto della
ginecologa
Doganiere
c’è da fare attenzione alle parole
(sono valigie da aprire, da frugare)
esaminare
“La divina differenza”
è stato veramente un incanto, un paio d”ore sospese fuori dal tempo e dallo spazio, portati dalla voce, dalla gestualità, dalla passione di Silvio Raffo e dal nitido, elegante fluire degli endecasillabi della Spaziani.
Invisibile
Invisibile, com’è nascosto, invisibile,
il clandestino
il feto nell’utero, il cintato giardino;