Se vuoi il libro, posso spedirtelo (con un piccolo regalo):

Invia 14€ (il prezzo di copertina più 2€ di spedizione). usando i QR code di Satispay oppure PayPal qui a lato, oppure mediante bonifico all’IBAN: IT31U0200820002000105615884 (intestato a Gianluca Mantoani); nella causale indica: “nome-cognome-il punto in cui...”

Quindi invia una mail a: gianlucamantoani@pm.me indicando il tuo nome, cognome, indirizzo e la data del pagamento.
Alla notifica dell’accredito ti risponderò, per ringraziarti e comunicarti l’avvenuta spedizione.
Nel libro troverai una dedica e una poesia inedita
Dalla prefazione di Patrizia Camedda:
“Ci sono luoghi che non esistono sulle mappe, ma che tutti attraversiamo. Spazi marginali, fenditure nel tempo, periferie dell’anima. Il punto in cui si perdono le voci non è solo un titolo: è una soglia. Un varco in cui il linguaggio a tratti si frantuma, si ricompone in sequenza immaginale, inattesa, e resta solo il battito di un’esistenza che cerca di farsi sentire comunque, ostinatamente, nella crepa.
In questi testi si riconosce una poetica della resistenza: umana, essenziale. Una scrittura che non decora, ma denuda. Che non afferra il mondo con le mani, ma lo ascolta cadere. O forse restare. In silenzio. In attesa. L’autore, che si muove con naturalezza nei territori della filosofia, della storia e dell’antropologia del sacro, costruisce un mondo poetico denso di stratificazioni e di rimandi […] Ma il suo linguaggio resta sobrio, sobrio fino alla ferita. Le parole trattengono il mistero, non lo sciolgono. La voce poetica sembra piuttosto volerlo abitare, ospitare, come si ospita una febbre, una visione, un ospite inatteso.
Leggere questo libro non è un esercizio letterario, ma un atto trasformativo. Richiede di lasciarsi toccare dai fantasmi, di camminare con i piedi dei migranti, di ascoltare l’invisibile. E forse, anche solo per un attimo, di imparare a vedere da lì.“

puoi leggere il commento intero
Il commento di Fabio Pusterla:
Caro Gianluca Mantoani,
le scrivo per dirle che ho letto in questi giorni Il punto in cui si perdono le voci, con molto piacere. Bella la prefazione di Patrizia Camedda, splendida la sua pagina introduttiva su Emmerico Boso, e molto belle le poesie. Mi hanno colpito, durante la lettura, molte cose; intanto, a partire da Emmerico Boso e dalle frequenti emersione degli “antenati”….
puoi leggere il commento intero QUI
Il commento di Valeria Bianchi Mian
Nel mondo onirico, o meglio “universo onirico” sta la realtà dell’esperienza psichica umana, e questa realtà tocca tutte le latitudini, si diffonde sin dalle origini della specie in ogni punto del globo, da Nord a Sud.
Antropologico e psicologico, letterario e poetico, il sogno è l’argomento per eccellenza quando si parla di metafore.
Di metafore vitali è ricco il testo dal quale oggi estrapoliamo i versi che suggeriscono la via verso il sacro cuore dell’umano: vita, morte, relazione con il significato dell’andare senza fissarsi in una risposta definitiva.
puoi leggere il post intero su Poesie Aeree
La scelta di poesie presentate da Alfredo Rienzi su Di sesta e settima grandezza:
“Poesia a Torino” su “Di sesta e di settima grandezza” ospita il bell’esordio di Gianluca Mantoani, “Il punto in cui si perdono le voci” recentemente edito da La Vita Felice, 2025, con Prefazione di Patrizia Camedda
Buona lettura!Invisibile
Come invisibile è la voce
lo spirito, il segnale criptato
com’è invisibile, nascosto
il clandestino, il feto nell’utero
come cintato è il giardino.
[…]
Puoi leggere il post intero qui