Voci presenti

Il punto in cui si perdono le voci è un luogo pieno, non un vuoto. E’ fitto di voci inascoltate, non è un silenzio da riempire;  […]

Canti e discanti

“Il linguaggio di Mantoani è sorprendentemente aperto, accessibile, affascinante, ricco di variazioni e di temi, tra i canti e i discanti dell’immaginario.”
Sandro Gros Pietro

Il giro lungo. Parte 2

“In sintesi, sono persuaso che la scrittura poetica possa (e debba, per quanto mi riguarda) funzionare come strumento di giustizia negoziale…”

Socrate, della poesia cantata

Sabato 28 marzo l’appuntamento di Periferia Letteraria era con Francesco Deiana e la sua “Vita di Socrate. Poema storico e filosofico a sonetti”

Nei corridoi

La cura è questo luogo senza nomi
fitto di sintomi inascoltati
quando il bambino gioca
sulla  soglia
agli antenati. Non proprio realtà
non semplici fantasie.

Filo nero filo bianco

Prima dell’uovo era solo
silenzio, la forma non vuota
di ciò che doveva essere.

E venne Ogo, delle cose veloci
la cui parola non poteva
attendere

Yurugu

La volpe pallida scende
al santuario

di notte.  Le sue orme
fanno  da scrittura

Le voci, su Margutte

Oggi su Margutte, Silvia Rosa presenta una scelta di sei poesie da: “Il punto in cui si perdono le voci” e un ampio estratto dalla prefazione di Patrizia Camedda
Grazie, di cuore, per l’attenzione.

Quinzein-a

Lidia è un viso per la pace
con la memoria  in guerra
e una lunga attesa
di terra

Sollevare radici

Radicanti prende la metafora del “mettere radici”, la esplora, la mette in tensione con la memoria e con l’esperienza della perdita e così facendo la radicalizza (appunto). ovvero la rende propria e fondamentale.