Filo nero filo bianco

Prima dell’uovo era solo
silenzio, la forma non vuota
di ciò che doveva essere.

E venne Ogo, delle cose veloci
la cui parola non poteva
attendere

Yurugu

La volpe pallida scende
al santuario

di notte.  Le sue orme
fanno  da scrittura

Le voci, su Margutte

Oggi su Margutte, Silvia Rosa presenta una scelta di sei poesie da: “Il punto in cui si perdono le voci” e un ampio estratto dalla prefazione di Patrizia Camedda
Grazie, di cuore, per l’attenzione.

Quinzein-a

Lidia è un viso per la pace
con la memoria  in guerra
e una lunga attesa
di terra

Sollevare radici

Radicanti prende la metafora del “mettere radici”, la esplora, la mette in tensione con la memoria e con l’esperienza della perdita e così facendo la radicalizza (appunto). ovvero la rende propria e fondamentale.

Il corpo e il sangue

Qui, agli occhi reclusi, pronunciate

parole, agli occhi levati i gesti

e il sale.

Avvistamenti

Oggi Alfredo Rienzi sul suo blog/osservatorio poetico “Di sesta e di settima grandezza”, molto ricco, attento e documentato, mi fa il regalo  di presentare una selezione di 6 poesie da “Il punto in cui si perdono le voci”.

Presenza

Abitare, pulire, salvare nel tempo

determinata vita, non determinabile

attesa ad un diverso

possibile…

Ci vediamo in biblioteca a Santena!

Mercoledì 4 marzo, alle 18, presso la Biblioteca Civica di Santena,

la prima presentazione per “Il punto in cui si perdono le voci“

i dettagli all’interno!