L’intreccio prende corpo in un presente distopico (ma neanche tanto, purtroppo), dentro un paesaggio liminale, la foresta urbana, un po’ città e un po’ savana, insomma uno spazio zoo-illogico per dirla con le parole del libro…
Categoria: Max Ponte
La “solitudine del grano”
attraverso il tratteggio essenziale di un paesaggio che non c’è più, la sua assenza per trasformazione, l’autrice porge come analogia di se stessa, l’immagine di un’assenza di confini; un’assenza che è – ad un tempo – perdita e possibilità