Che impressione?

“Mi è sembrata brillante, e un po’ sola. Difficile non esserlo quando si è così sfortunati da nascere molto intelligenti in una famiglia miliardaria.[…]”

Jack Goody

Secondo Jack Goody, la comparsa del modo di comunicazione caratterizzato dalla scrittura  ha influenzato in profondità sia le strutture sociali che (questo è meno ovvio) gli stili cognitivi delle societá, comprese quelle meno “esposte” allo sviluppo della scrittura.

La “solitudine del grano”

attraverso il tratteggio essenziale di un paesaggio che non c’è più, la sua assenza per trasformazione, l’autrice porge come analogia di se stessa, l’immagine di un’assenza di confini; un’assenza che è – ad un tempo – perdita e possibilità

Fiumi di poesia

È un bel nome, che gioca con l’idea di flusso, profondo e potente; di forza  che porta e che trascina, ma si allarga, anche, verso categorie  di varietà, di quantità, di vita..

Poesia Ucraina, l’orlo strappato delle nuvole

… troviamo conforto nel concentrarci sulla misura quantitativa della guerra: il numero dei morti, il numero dei feriti e dei dispersi. I poeti invece spostano l’attenzione sul  Sé che sopravvive e sui costi di questa sopravvivenza.

Limpide Nubi e Libertà

Ho provato a suggerire, attraverso le loro stesse risposte, che il senso di ogni poesia è frutto per metà del lavoro di chi scrive e per metà di chi legge. E anche questa è una forma di libertà.

Auguri, da Brecht

..Il mio ragazzo
mi ha portato verso un piccolo albicocco attaccato alla casa
strappandomi ad un verso in cui puntavo il dito contro coloro
che stanno preparando una guerra…

Poesia, alla luce del sole

Se dalla classe viene fuori che:

“il deserto è disteso come la luce del sole“

e che:

“per me il mare è infinito, come l’universo“

cos’altro vuoi dire? È già poesia

Biennale Democrazia nella Casa della Poesia

Noi del pubblico, che ascoltavano attenti, ci siamo specchiati nel loro raccontare e per me è stato  emozionante e naturale cercare di fissare questa intensità negli scatti e nei visi…

Poesia, ma insieme

Ho portato con me il testo: “LA matri di Peppino” In quanto torinese ho chiesto l’aiuto dal pubblico per la pronuncia e, fortunatamente, si è offerto di leggerla per me Giuseppe Iozzia, che ringrazio di cuore.