“Il punto in cui si perdono le voci costituisce una soglia, un varco, oltre il quale il linguaggio si frantuma e si ricostituisce in sequenze immaginali inattese.”
Spero vivamente che sia così
"…se hace camino al andar"
“Il punto in cui si perdono le voci costituisce una soglia, un varco, oltre il quale il linguaggio si frantuma e si ricostituisce in sequenze immaginali inattese.”
Spero vivamente che sia così
La conoscenza per intrico
i pensieri, le rotazioni, l’universo
la metamorfosi viva della forma.
La vita postuma dei fantasmi
Orizzonti di attesa differenti
perfino conflittuali
convergono
al presente futuro..
La mia sorte è fra le pietre
del torrente. La memoria
fra gli stipiti, nei muri.
Resiste?
Questo crepitare e scricchiolare, distribuito ovunque, sembra salire d’intensità mentre le foglie planano verso terra, si sovrappongono, si mescolano, si coprono fra loro. E’ un vasto intreccio di forze, ascendenti e discendenti, così caotico e diseguale, colorato, casuale, inevitabile…
sul terreno intermedio del sogno
sono anche possibili rallentamenti
lampi di gioia
e ancora, la sera, dubbi a banchi
e qualche fitta foschia.
Avere alleate le pietre
gli animali dei campi, l’acqua
l’onda di luce, lo spazio
bianco attorno la parola.
Ogni segno della luce alza
un gesto,
regolato dal buio.
Acqua inattesa, esondazione
dubbio.
Un nido di parole incavate
umido di argilla, rappreso
di sangue
arido di sete pungente…
Ho provato a cercare di capire per quale ragione un uomo, che sa di essere ricercato dalle polizie politiche di diversi stati, decida ad un certo punto di passare la frontiera con in tasca un passaporto scaduto…