Oggi, dieci del mese di febbraio dell’anno duemilaventisei, alle ore dieci e minuti cinquanta, io Attilio Franzin, ufficiale dello stato civile (per delega avuta), ho ricevuto da Brahimi Altim cittadino albanese, nato a Tirana il quindici agosto del millenovecentottantatre, la richiesta di trascrivere il Decreto di Concessione della Cittadinanza italiana, emesso dal Presidente della Repubblica, in data nove ottobre duemilaventicinque; del quale mi ha consegnato copia.
Rilevato che Brahimi Altim indossa pantaloni grigi, un maglione azzurro e porta appoggiato sul braccio destro un giubbotto impermeabile, rilevato inoltre che il Brahimi ha capelli radi e scuri, occhi grigi, stretti e un debole immobile sorriso fermato, agli angoli della bocca, da due profonde rughe d’espressione; attestato che Brahimi è nato a Tirana nel 1983, quando ancora governava l’Albania Enver Hocka, il cibo era razionato nei negozi e una grande statua di Iosif Stalin dominava i giardini di piazza Scanderebeg, presso i quali giardini Brahimi stesso riferisce di essere andato con i genitori, una domenica di sole, per farsi fare le fotografie dai fotografi autorizzati.
Considerato infine che il signor Brahimi mi guarda tranquillo e che spostando il giubbotto da un braccio all’altro, mi sorride con gentilezza; aderendo alla sua richiesta provvedo alla trascrizione integrale del documento, come segue:
“Il Presidente della Repubblica, vista la legge numero novantuno del cinque febbraio millenovecentonovantadue e vista l’istanza presentata dallo straniero di origine albanese, signor Brahimi Altim, nato in Tirana – Albania – il giorno quindici agosto millenovecentottantatre, per ottenere la cittadinanza italiana; considerato che l’interessato si trova nella situazione prevista dall’articolo nove, comma uno, lettera effe della succitata legge, ovvero che la cittadinanza italiana può essere concessa con decreto del Presidente della Repubblica (sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’Interno) allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica; visto l’articolo diciassette al comma ventisei della legge numero centoventisette del millenovecentonovantasette, secondo cui è obbligatorio richiedere il parere del Consiglio di Stato per l’emanazione degli atti normativi del Governo e dei singoli ministri e rilevato che non risultano condizioni ostative all’accoglimento della domanda; tenuto altresì conto che le valutazioni di opportunità hanno dato esito favorevole,
decreta dunque che al sopranominato Brahimi Altim sia conferita la cittadinanza italiana e che tale provvedimento abbia effetto dal giorno successivo alla prestazione del giuramento, di cui all’articolo numero dieci della legge numero novantuno del millenovecentonovantadue. Il suddetto giuramento e’ stato effettivamente prestato dall’interessato, Brahimi Altim, in data sei febbraio duemilaventisei con una certa emozione e alla presenza delle figlie, vestite con eleganza.“
Dopo di che, ho munito del mio visto ed inserito nel volume degli allegati a questo registro la copia del documento scritto e una copia della richiesta di trascrizione. Il presente atto è stato infine letto all’intervenuto, Brahimi Altim, il quale sorridendo, insieme con me, l’ha sottoscritto”
Immagine. Tirana, 1988. Palazzo della Cultura. Fonte: https://share.google/aMVrOf2shmL8Ht5c3
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