Sulla rivista online Dromo, sono state pubblicate oggi quattro mie poesie, di cui tre inedite e una (Il terzo anno) presente nella raccolta Il punto in cui si perdono le voci (La Vita Felice, 2025). Ringrazio davvero molto Mariella De Santis – che dirige la rivista con Raffaele Bracalenti – per l’opportunità che mi ha offerto.
Di seguito il collegamento ai testi
Il Numero 1, Anno 2026 della rivista è dedicato al tema “Il Denaro”, cercando mediante diversi punti di vista di approcciarne la complessità simbolica e relazionale. Richiesto se avessi per le mani qualche testo compatibile con questo tipo di riflessione, ho pensato che il denaro, per come lo conosciamo noi (e secondo gli studi di antropologia economica)è soprattutto un segno; che nel nostro caso si è progressivamente standardizzato e smaterializzato ma che in tanti contesti umani differenti ha preso forme molteplici, di conchiglia ad esempio o anche di oggetto rituale.
In realtà, se è vero che in definitiva ogni cosa nel contesto appropriato può funzionare come moneta, la cosa interessante è la caratteristica delle diverse forme di denaro di farsi misura ad un tempo del valore di scambio e dei valori sociali, di condensare il qualitativo e il quantitativo del riconoscimento sociale, di essere elemento pratico ed ideologico insieme dell’interazione sociale. Per questo il denaro può essere usato efficacemente come simbolo, se ne può sfruttare la polisemia e adoperarlo come immagine potente, capace di evocare la luce e l’ombra al medesimo tempo.
Nei testi che ho proposto a Dromo (Fra la terra e la nebbia, Stoffe, Il terzo anno, Ricco) è presente non solo il denaro in senso stretto, ma direi un’area semantica più ampia che gli ruota intorno e comprende i concetti di merce, mercati, ricchezza, traffici. Questi elementi servono per evocare soprattutto reti di relazioni, distanze e valori. Il che forse suona paradossale per l’area semantica del denaro e della merce ma, d’altra parte, è proprio nelle possibilità dei simboli di poterci portare concettualmente anche molto distante da dove ci trovano. Spero di avere colto il punto.
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