Jack Goody

Dieci anni fa, il 16 luglio 2015, veniva a mancare il professor Jack Goody, per esteso Sir Jack Rankine Goody; per tutti (e sui frontespizi dei libri) Jack.

E’ stato un intellettuale con curiosità e interessi di respiro molto ampio e un antropologo della miglior scuola anglosassone. Allievo di Meyer Fortes a Cambridge, ha insegnato Antropologia Sociale al St. John College di Cambridge dal 1961 e fino al 1986. E’ passato dagli studi etnografici presso le popolazioni del Ghana settentrionale, nei primi anni 50′ del 900,  ad allargare progressivamente i suoi interessi fino alla demografia storica europea, alla comparazione di ampia scala fra società africane, europee ed asiatiche e al tema dell’interfaccia fra oralità e scrittura, intese entrambe soprattutto come  “tecnologie dell’intelletto” e “modi di comunicazione” (analogamente, in un certo senso a come si parla di “modi produzione” per intendere l’agricoltura schiavista o l’industria del protocapitalismo). 

Secondo Jack Goody, la comparsa del modo di comunicazione caratterizzato dalla scrittura  ha influenzato in profondità sia le strutture sociali che (questo è meno ovvio) gli stili cognitivi delle societá, comprese quelle meno “esposte” allo sviluppo della scrittura.

Ho avuto la fortuna di incrociare Jack Goody molti anni fa, verso il 1996, quando frequentavo il dottorato di Antropologia Culturale ed Etnologia presso l’università di Torino.  C’era un convegno di Antropologia del Mediterraneo presso L’università di  Aix-en Provence e ci ero andato in compagnia della dottoressa Roberta Cafuri e della mia relatrice di laurea, la  professoressa Vanessa Maher, a sua volta allieva di Goody a Cambridge. Ricordo che lo incrociammo di buon mattino, seduto al tavolino di un caffè; aveva allora 77 anni (io ne avevo 28) e ne ero molto intimidito. A parte la mia competenza approssimativa dell’inglese parlato, che cercavo di nascondere come potevo, avevo davanti a me un autentico gigante del dibattito scientifico nella disciplina che allora  speravo ancora di trasformare nel lavoro della mia vita. Al fondo dei miei timori trovai invece un signore affabile, cortesissimo, sinceramente interessato a noi due giovani studiosi che mi parve allo stesso tempo complice e affettuoso con la sua ex allieva; un uomo molto curioso, dallo sguardo incessantemente mobile e vivace.

Per onorare questo anniversario sono andato in biblioteca a riprendere quattro suoi lavori, centrati sul rapporto fra l’ oralità e la scrittura e sul rapporto fra cambiamenti sociali e diffusione delle “tecnologie dell’intelletto” legate alla scrittura. Insomma centrati su quel che Goody stesso definiva: il potere della “tradizione scritta”.

Si tratta di: La logica della scrittura e l’organizzazione della società (ediz. orig. 1988); L’ambivalenza della rappresentazione: cultura, ideologia, religione (ediz. orig. 1997; Il potere della tradizione scritta  (ediz. orig. 2000) e infine: La Scrittura, società e individuo (saggio che fa da introduzione al libro “Origini della scrittura: genealogie di un invenzione, a cura di Gianluca Bocchi e Mauro Cerutti (2002). Sono quattro pubblicazioni che documentano una fase già tarda del suo lavoro scientifico e nel complesso costituiscono una lettura impegnativa ed entusiasmante, caratterizzata da comparazioni a raggio molto ampio (a volte perfino ardite, specialmente per un antropologo);

E’ soprattutto una lettura ricca di “attrezzi concettuali” inconsueti, utili per mettere a fuoco il rapporto fra la nostra esperienza del reale e il modo che abbiamo per trasformarla in un discorso pubblico, usando le forme di condivisione che la nostra posizione storica e sociale ci mette a disposizione, ad esempio la narrazione o il linguaggio poetico.

Grazie davvero Mr. Goody e grazie infinite Professoressa Maher, soprattutto per la consuetudine e l’esempio a tenere sempre allargati lo sguardo e la curiosità. Una consuetudine che l’incontro con l’antropologia culturale mi ha consegnato, che ho cercato di non disperdere con gli anni e che conservo tutt’ora con affetto e con attenzione.


A Giant with Encyclopaedic Knowledge: A Short Biography (and Personal Portrait) of Jack Goody

https://journals.openedition.org/lectures/429

in fotografia: un immagine del 2011 del Prof. Goody, tratta dal suo account FB e ripresa dal sito internet VersoBook in occasione della morte


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