La buona notizia è che le foglie di continuo cambiano colore e consistenza, producono suoni differenti a seconda della stagione, dell’umidità, della forza con cui il vento le muove. Quando poi si staccano e sono sottili, rigide e talvolta accartocciate, con i lembi ricurvi, toccandosi fra loro e sbattendo contro i rami, planando verso terra, liberano un crepitio ampio e diffuso che avvolge completamente i sensi e li occupa. Questo crepitare e scricchiolare, distribuito ovunque, sembra salire d’intensità e trascendere da suono a forza, mentre le foglie planano verso terra, si sovrappongono, si mescolano, si coprono fra di loro.
E’ un vasto intreccio di energie, ascendenti e discendenti, così caotico e diseguale, colorato, casuale, inevitabile, sempre diverso. E’ una sintesi accurata della bellezza che la vita esprime, così casualmente e in modo indipendente dal fatto che qualcuno possa trovarsi ad osservarla e percepirla. La gran parte di questa gratuita e struggente bellezza anzi, si performa e sfiorisce oscuramente, non lascia traccia, va perduta per sempre. E’ questo, mi sembra, un ingrediente decisivo della sua grazia e della sua potenza.
In foto: Autumn Woods by Frank Bunselmeyer (Germany) / https://monoawards.com/winners-gallery/monochrome-awards-2022/amateur/nature/hm/17261
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