Sono un funzionario amministrativo, responsabile dell’Ufficio Servizi Demografici e Cimiteriali di un grosso comune alle porte di Torino; e sono un ufficiale di anagrafe e di stato civile, per lavoro uso le parole per formare “atti”, secondo formule istituzionali che, hanno un potere reale in quanto producono cambiamenti sulla vita delle persone.
Ma questo, in realtà, non accade da molto tempo; prima del 2021 sono stato, a lungo, un commerciale nella grande distribuzione, dove ho imparato che sono le parole a dare un senso ai numeri, non viceversa e ho sperimentato quanto contino i rituali e i dislivelli di potere.
Ogni tanto scrivo poesie, più spesso ne leggo; povo ad usare le parole per esplorare l’intersoggettività. La poesia a mio avviso è innanzi tutto una modalità del discorso pubblico, un fatto sociale; le parole sono sempre – a mio modo di vedere – il punto di transito di un viaggiare collettivo: “caminante no hay camino, se hace camino al andar“.
Sono nato nel 1968 e sono cresciuto a Torino, in particolare a Mirafiori, un quartiere popolare, una delle tante periferie; quello è stato il punto di osservazione da cui ho costruito il mio sguardo sul mondo. Mio padre era un operaio specializzato che viveva di macchine utensili misure precise, mia madre era una maestra, poi direttrice, di scuola per l’infanzia. Ho una sorella, due figli, una separazione alle spalle e più di recente, per fortuna , anche un matrimonio felice all’attivo .
Nel 1994 mi sono laureato, in Lettere Moderne, nel 1995 ho iniziato un Dottorato di Ricerca in Antropologia Culturale, occupandomi di Antropologia del Consumo. Nel 1999 ho lasciato il dottorato per lavorare nella Grande Distribuzione. Nel frattempo sono stato nominato Cultore della Materia in Antropologia Culturale, ho fatto parte per alcuni anni dell’Associazione Italiana di Antropologia Culturale e ho curato un blog intitolato “Etnografiaretail” (da tempo chiuso).
Negli anni ho lavorato come animatore culturale e come aiuto bibliotecario; come raccoglitore di frutta, operaio agricolo, venditore ambulante di cerotti e perfino come garzone di macellaio. Negli ipermercati ho trascorso 22 anni, in ruoli molto diversi, dal marketing dell’offerta, alla formazione fino all’addetto vendita e al cassiere. Sono anche stato un delegato sindacale, orgoglioso di tale ruolo e ho sempre sentito molto forte la bellezza e l’importanza della partecipazione civica e della politica.
Mi sono candidato un paio di volte (senza successo e, mi vien da dire, per fortuna) come consigliere comunale nel comune di Trofarello, dove ho abitato per quasi quindici anni e dove ho contribuito a fondare un paio di associazioni: Comitato Genitori Trofarello nel 2011 e Movimento dei Cerini APS nel 2022, il cui motto è una frase di Hannah Arendt: “il senso della politica è la libertà“. Con l’associazione Movimento dei Cerini di Trofarello ho sviluppato e realizzato “LIB(e)RIAMO! un punto di book-crossing e libero scambio di libri e idee che è stato inaugurato il 6 aprile 2024.
Negli ultimi anni mi sono progressivamente avvicinato all’associazione Periferia Letteraria, conquistato da questo senso di comunità fra persone che amano la parola poetica e condividono la convinzione che la poesia abbia anche il potere (e la responsabilità) di curare e di cambiare la realtà. Nel 2025 ho collaborato con Periferia Letteraria alla realizzazione del primo Torino Poesia Festival: Fiumi di Poesia e pubblicato la mia prima raccolta di poesie: Il punto in cui si perdono le voci per le edizioni La vita felice, di Milano.
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